1 – Linea genealogica di Abramo:
Adamo –> Set … Noé –> Sem –> Arpalsad –> Sela –> Eber –> Peleg –> Reu –> Serug –> Nadr –> Tera –> Abramo.
Tappa del viaggio del papà di Abramo:
da Ur dei Caldei (Iraq vicino al golfo persico) fino a Caran (Turchia città al confine con la Siria)
Tera prese Abramo, suo figlio, e Lot, figlio di Aran, cioè figlio di suo figlio, e Sarai sua nuora, moglie di Abramo suo figlio, e uscì con loro da Ur dei Caldei per andare nel paese di Canaan. Essi giunsero fino a Caran, e là soggiornarono.
(Nuova riveduta 2016)
Genesi 11:31
Il padre di Abramo decise di trasferirsi con Abramo e Lot, suo nipote, in Canan ma il suo viaggio si fermò prima in Caran.
“Il tempo che Tera visse fu duecentocinque anni; poi Tera morì in Caran”
(Nuova riveduta 2016)
Genesi 11:32
Lì all’età di 205 anni morì. Nei versi successivi si comprende la volontà di Dio, quella di separare Abramo dalla sua parentela, Paese, usanza pagana e condurlo in questa nuova terra “Canan”.
“Il SIGNORE disse ad Abramo: «Va’ via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre, e va’ nel paese che io ti mostrerò…” Genesi 12:1
(Nuova riveduta 2016)
Questa promessa era per Abramo: come si Dio avesse messo nel cuore del padre di dirigersi verso Canaan senza arrivarci, ma con lo scopo di avvicinare, accompagnare suo figlio verso la promessa di Dio. Probabilmente il suo viaggio finì lì, perché Dio aveva in mente di iniziare una cosa completamente nuova con la vita di Abramo senza nessun influenza dal passato, discendenza, Paese …
2 – Stefano nel libro degli Atti al capitolo 7 verso 2 ci rivela che Abramo ricevette l’ordine da Dio di lasciare il suo Paese per stabilirsi in Canan prima di partire con il padre dal loro Paese di origine (Ur dei Caldei).
“Egli rispose: «Fratelli e padri, ascoltate. Il Dio della gloria apparve ad Abraamo, nostro padre, mentre egli era in Mesopotamia, prima che si stabilisse in Carran,…” Atti 7:2
(Nuova riveduta 2016)
Abramo era a conoscenza, era consapevole che la volontà di Dio per lui era in Canaan, non per il papà. Dio dà due ordini ad Abramo: ‘…esci dal tuo paese’, ‘va’ nel paese che ti mostrerò…’ (Genesi 12:1), a cui susseguono diverse promesse, sulla sua vita e sulla sua discendenza.
“…io farò di te una grande nazione, ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione. Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra” Genesi 12:2-3
(Nuova riveduta 2016)
Non avendo nessuna garanzia a riguardo, eppure egli si mosse, partì, credette e ubbidì, non sapendo neanche cosa gli sarebbe aspettato in questo paese sconosciuto.
“Per fede Abraamo, quando fu chiamato, ubbidì, per andarsene in un luogo che egli doveva ricevere in eredità; e partì senza sapere dove andava.” Ebrei 11:8
(Nuova riveduta 2016)
Le promesse di Dio sono senza garanzie iniziali: si ottengono attraverso la fede (crederci) e l’ubbidienza. Le Sue promesse prendono forma durante l’ubbidienza, mentre si agisce in risposta ai comandi di Dio. Abramo, qui ormai diventato Abraamo, non ricevette tutti i dettagli del piano di Dio in Mesopotamia, ma li scoprì passo dopo passo. Quando arrivò in Canaan e si stabilì nel paese di Sichem, scoprì che il paese di Canaan — abitato dai Cananei a quel tempo — Dio lo avrebbe dato in eredità alla sua discendenza. È qui che egli scopre altri dettagli di quella promessa: scopre che, anche se Sarai (sua moglie) è sterile, avrà comunque una discendenza, ed essa riceverà il paese promesso.
“Il SIGNORE apparve ad Abramo e disse: «Io darò questo paese alla tua discendenza». Lì Abramo costruì un altare al SIGNORE che gli era apparso.” Genesi 12:7
(Nuova Riveduta)
Lì, a Sichem, Abramo costruì il suo primo altare al Signore che gli era apparso, probabilmente come gesto di ringraziamento per ciò che il Signore gli avrebbe concesso (lo stesso motivo per cui lo fece Noè dopo essere uscito dall’arca – Genesi 8:20). Tra Betel e Ai, Abramo costruì il secondo altare al Signore. Questo, sembra, lo costruì con uno scopo differente: invocarlo, cercarlo, ascoltare la Sua direzione, il Suo consiglio, prima di ripartire.
“Di là si spostò verso la montagna a oriente di Betel, e piantò le sue tende, avendo Betel a occidente e Ai ad oriente; lì costruì un altare al SIGNORE e invocò il nome del SIGNORE. Poi Abramo partì, proseguendo da un accampamento all’altro, verso la regione meridionale.” Genesi 12:8-9
(Nuova Riveduta)
3 – L’errore di Abramo, in Egitto, Paese dove si rifugiò per carestia, fu quello di non dire tutta la verità su Sara sua moglie e a coinvolgerla in questo errore.
“…quando gli Egiziani ti vedranno, diranno: “È sua moglie”. Essi mi uccideranno, ma a te lasceranno la vita. Di’ dunque che sei mia sorella, perché io sia trattato bene a motivo di te e la vita mi sia conservata per amor tuo” Genesi 12:12-13
(Nuova Riveduta)
Sarà era sì sua sorella ma in primo luogo sua moglie.
“Abraamo rispose: «L’ho fatto, perché dicevo tra me: “Certo, in questo luogo non c’è timor di Dio e mi uccideranno a causa di mia moglie”. Inoltre, è veramente mia sorella, figlia di mio padre, ma non figlia di mia madre, ed è diventata mia moglie.” Genesi 20:11-12
(Nuova Riveduta)
Abraamo confidò nelle sue soluzioni, piuttosto che agire secondo la volontà di Dio. Per paura di morire, consegnò nelle mani del Faraone la futura fonte della sua discendenza. In quel momento non assolse ai suoi doveri di marito e capo della famiglia. Questo errore verrà ripetuto da Abraamo in futuro.
Dopo questo episodio, Abraamo ritornò nel suo accampamento tra Betel e Ai, dove era posto l’altare costruito per invocare il nome di Dio. Ripartì da questo, come se decidesse di abbandonare la sua volontà, le sue soluzioni e di riabbracciare il volere e il piano di Dio.
“E continuò il suo viaggio dal meridione fino a Betel, al luogo dove da principio era stata la sua tenda, fra Betel e Ai, al luogo dov’era l’altare che egli aveva fatto prima; e lì Abramo invocò il nome del SIGNORE.” Genesi 13:3-4
(Nuova Riveduta)
Dio fu paziente con Abraamo: intervenne contro il Faraone per restituire Sara (fonte della promessa) nelle mani di Abraamo. In nome della Sua fedeltà, è paziente; e quando deviamo dal Suo volere, interviene affinché possiamo renderci conto della situazione e tornare a compiere le opere a Lui gradite, riprendendo il cammino che Lui ha preparato e promesso per la nostra vita. Se torniamo indietro dagli errori, pentendoci e disposti a riprendere l’opera di Dio e ad abbandonare le nostre, Egli è pronto a tornare a guidarci nella nostra vita e a camminare con noi, affinché possiamo raggiungere le promesse stabilite per noi. Questa condizione ci permette di non perdere le Sue promesse.
“Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti, e compi le opere di prima; altrimenti verrò da te e rimoverò il tuo candelabro dal suo posto, se non ti ravvedi.” Apocalisse 2:5
(Nuova Riveduta)

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