1 – Nel capitolo 10 viene raccontato come dalla discendenza di Noè derivino tutte le nazioni della terra, tutte quelle generazioni che hanno formato poi i diversi popoli facenti parte di tutte le nazioni della terra.
“Queste sono le famiglie dei figli di Noè, secondo le loro generazioni, nelle loro nazioni; da essi uscirono le nazioni che si sparsero sulla terra dopo il diluvio.” Genesi 10:32
(Nuova riveduta 2016)
In Genesi 9:1 si comprende, pertanto, che Dio benedisse tutta la famiglia della terra benedicendo i loro padri. Non benedisse solo un popolo, ma tutti. Lui è stato sovrano sulla costituzione di ogni singolo popolo, ogni nazione, di qualunque epoca.
“Egli ha tratto da uno solo tutte le nazioni degli uomini perché abitino su tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche loro assegnate e i confini della loro abitazione” Atti 17:26
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Paolo, in Romani, svela a tutti noi che Dio non è il Dio di solo un popolo (i Giudei), ma è anche degli altri popoli, di ogni popolo sulla faccia della terra.
“Dio è forse soltanto il Dio dei Giudei? Non è egli anche il Dio degli altri popoli? Certo, è anche il Dio degli altri popoli” Romani 3:29
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In fin dei conti, ogni popolo deriva da Dio e Gesù, in Matteo 28:19, ci rivela il cuore di Dio che diverrà il mandato da portare avanti per ogni suo discepolo: quello di raggiungere con il Vangelo tutti i popoli. Dio ha a cuore tutte le famiglie della terra!
Nota → Nimrod (pronipote di Noè) si racconta fosse un uomo (potente) nella caccia di animali, ma anche nel dominio su altri uomini. Costruì un regno, fu il primo a dominare su intere popolazioni, città e a estendere il suo dominio anche in altre città che non appartenevano ai suoi padri.
” Da quel paese andò in Assiria e costruì Ninive, Recobot-Ir e Cala…” Genesi 10:11
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Era considerato come un eroe: “Perciò si dice: Nimrod, potente cacciatore davanti al Signore”. Questa sua fama l’avrà portato forse con più facilità a ottenere sottomissione da parte dei suoi cittadini. Essendo sovrano sulla città di Babele, si pensa che la torre fosse dettata da un suo desiderio di rimanere nella storia e di dimostrare la sua potenza. La torre, perciò, divenne simbolo dell’esaltazione dell’io e dell’egocentrismo dell’uomo.
2 – La maggioranza degli uomini nel versetto 11:2 decisero di ignorare il valore di Dio di “riempire la terra” e si stanziarono in quel luogo.
“Dirigendosi verso l’Oriente, gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Scinear, e là si stanziarono.” Genesi 11:2
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Si unirono per lavorare per la “propria gloria”, per esaltare la “potenza umana”. Ogni decisione presa, ogni piano e progetto aveva questo scopo.
“Si dissero l’un l’altro: «Venite, facciamo dei mattoni cotti con il fuoco!» Essi adoperarono mattoni anziché pietre, e bitume invece di calce. Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre la cui cima giunga fino al cielo; acquistiamoci fama, affinché non siamo dispersi sulla faccia di tutta la terra».” Genesi 11:3-4
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Come se dicessero: “Rimaniamo uniti per lavorare per la nostra gloria!”. Dio, in ogni scelta, decisione, non viene mai preso in considerazione. “Venite, costruiamoci una città, una torre, acquistiamoci fama (rimaniamo nella storia)”. Il Signore, nel verso 5, è scritto che “discese per vedere”. Egli aveva a cuore l’uomo e scende per rendersi conto e interviene per evitargli conseguenze. È interessante notare cosa dice il Signore guardando questo lavoro di unità: “nulla impedirà loro di condurre a termine ciò che intendono fare”. Nell’unità, c’è potenza! Dio giudica il pensiero di prosperare nella propria vita materiale e nelle proprie “vie” senza curarsi della via di Dio come qualcosa che non ha senso, “ridicolo”;
“Perché questo tumulto fra le nazioni, e perché meditano i popoli cose vane?…Colui che siede nei cieli ne riderà; il Signore si farà beffe di loro.”
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Salmo 2: 1,4
qualcosa che è contro Dio, che porta a perdere e a perdersi;
“Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.”
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Luca 11:23
che porta separazione e allontanamento da Dio.
“Così egli scacciò l’uomo e pose a oriente del giardino d’Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell’albero della vita.” Genesi 3:24
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Il sentimento di innalzarsi come Dio al di sopra di Dio che ha animato Adamo ed Eva, Lucifero, per arrivare agli uomini di Babele porta alla morte, allo star male.
“Tu dicevi in cuor tuo: «Io salirò in cielo, innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; mi siederò sul monte dell’assemblea, nella parte estrema del settentrione; salirò sulle sommità delle nubi, sarò simile all’Altissimo». Invece ti hanno fatto discendere nel soggiorno dei morti, nelle profondità della fossa!”
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Isaia 14:13-15
In Gesù si impersonifica una vita dedicata ai piani di Dio, dedicata a fare il Suo volere. Questo ha portato l’uomo a riconciliarsi con Dio, i dispersi a ritrovarsi con il Padre.
“Or egli non disse questo di suo; ma siccome era sommo sacerdote in quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire in uno i figli di Dio dispersi.” Giovanni 11:52
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