Genesi 8:20 – 9:29 “L’interiore vale l’esteriore” | Spoiler di GRAZIA

1 – La prima azione di Noè dopo il diluvio, costruì un altare ed offrì olocausti (sacrifici) .

“Noè costruì un altare al SIGNORE; prese animali puri di ogni specie e uccelli puri di ogni specie e offrì olocausti sull’altare.” Genesi 8:20

(Nuova riveduta 2016)

Questo risultò gradito a Dio.

“Il SIGNORE sentì un odore soave…” Genesi 8:21

(Nuova riveduta 2016)

“Gradito”, non in termini del sacrificio in sé, ma in termini di qualcosa di più profondo rispetto ai sacrifici fatti dal popolo, descritti da Dio stesso nel Salmo 50.

“Ascolta, popolo mio, e io parlerò; ascolta, Israele, e io testimonierò contro di te. Io sono Dio, il tuo Dio. Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici; i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti. Non esigo tori dalla tua casa, né capri dai tuoi ovili. Sono mie infatti tutte le bestie della foresta, mio è il bestiame che sta sui monti a migliaia. Conosco tutti gli uccelli dei monti, e quel che si muove per la campagna è a mia disposizione. Se avessi fame, non lo direi a te, perché mio è il mondo, con tutto quel che contiene. Mangio forse carne di tori, o bevo forse sangue di capri? Come sacrificio offri a Dio il ringraziamento, e mantieni le promesse fatte al SIGNORE; poi invocami nel giorno della sventura; io ti salverò, e tu mi glorificherai.” Salmi 50:7-15

(Nuova riveduta 2016)

Anche qui il popolo offre, come Noè, degli animali in sacrificio, ma in questo caso sembra che Dio non li gradisca (“testimonierò contro di te…” v.7). Nel verso 14, Dio rivela che non è tanto interessato agli animali, ma alla vera attitudine del cuore di chi sta per offrire il sacrificio (“offri a Dio il ringraziamento”) e alla traduzione di questa attitudine in azioni coerenti a quei sentimenti di gratitudine (“mantieni le promesse fatte al Signore”). Dio non è interessato all’apparenza, espressione di ciò che non è vero, ma alla verità di ogni singola azione verso Lui. Noè ha offerto un sacrificio gradito a Dio perché quell’atto era espressione di qualcosa di vero, di veri sentimenti di gratitudine che si traducono in azione. La sua vita stessa, il suo stile di vita, ne era “espressione”. Era una vita consacrata e non conforme alle sbagliate abitudini dei suoi tempi. Quel sacrificio era espressione di una vita intera offerta come “sacrificio vivente“, in linea a quello che scriveva l’apostolo Paolo alla chiesa dei Romani.

“Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.” Romani 12:1-2

(Nuova riveduta 2006)

L’esteriore deve essere espressione dell’interiore, se no non è gradito a Dio.Labbra che confessano il suo nome…” (Ebrei 13:15) sono l’espressione esteriore di un sacrificio a Dio, che oggi rappresenterebbe quello degli animali fatto in passato. Nel verso 16, sempre di Ebrei 13, è scritto che Dio non solo si compiace di parole, ma anche di azioni che siano concordi alle parole che pronunciamo. Azioni, anche, che nessuno vede (beneficenza e mettere in comune). Quando ci sono entrambe, parole e azioni (anche segrete), questo è gradito a Dio e salirà come odor soave, come il sacrificio fatto da Noè, perché questo è l’espressione di qualcosa di vero, che parte da un cuore sincero.

– Analizziamo la seconda parte del verso 21 del capitolo 8 di Genesi.

“… il SIGNORE disse in cuor suo: «Io non maledirò più la terra a motivo dell’uomo, poiché il cuore dell’uomo concepisce disegni malvagi fin dall’adolescenza; non colpirò più ogni essere vivente come ho fatto.” Genesi 8:21

(Nuova riveduta 2006)

Dio esprime questo giudizio sull’uomo: “il cuore dell’uomo concepisce disegni malvagi fin dall’adolescenza (fanciullezza maggiore di 6 anni), come se realizzasse in quel momento che l’uomo non può essere giusto da sè. Mi ricorda il questo verso:

“…tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” Romani 3:23

(Nuova riveduta 2006)

In ogni uomo, intorno a quell’età, nascono disegni malvagi, quindi non avrebbe senso sterminare ogni volta il genere umano ormai contaminato dal male, a cui decise di obbedire tramite Adamo ed Eva. L’immagine di quell’uomo privo di peccato era stata sporcata da quella disubbidienza. Qui Dio, con Noè, inizia pubblicamente a stabilire un patto di grazia. Promette che, in futuro, non avrebbe più imputato queste colpe al genere umano, ma avrebbe usato tolleranza. Il giusto castigo che avrebbe dovuto imputare al genere umano lo avrebbe fatto scontare a Suo Figlio Gesù, Colui che avrebbe giustificato il mondo con il Suo sacrificio. Lui sarebbe stato il sacrificio propiziatorio per tutti questi errori commessi dal genere umano sin dai tempi di Noè. Colui che non avrebbe conosciuto peccato, in sacrificio per tutti i peccati, passati, presenti e futuri!

“Ora però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, della quale danno testimonianza la legge e i profeti: vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono – infatti non c’è distinzione: tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio – ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza; e per dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesù.” Romani 3:21-26

(Nuova riveduta 2006)

Questo il primo atto pubblico di Dio della messa in opera del suo piano di salvezza dalla morte (dal male) attraverso Suo Figlio (simbolo di giustizia in grazia).

2 – Nella Sua benedizione Dio concede all’uomo il dominio sulla terra, animali, uccelli del cielo, pesci e tutto ciò che striscia. Concede di mangiare ogni animale per cibo ed erba verde.

“…avranno timore e spavento di voi tutti gli animali della terra e tutti gli uccelli del cielo. Essi sono dati in vostro potere con tutto ciò che striscia sulla terra e con tutti i pesci del mare. Tutto ciò che si muove e ha vita vi servirà di cibo; io vi do tutto questo, come l’erba verde…” Genesi 9:2-3

(Nuova riveduta 2006)

Non concede all’uomo il potere della vita o della morte di qualcun’altro uomo. Qualcosa di cui chiederà conto. Questo potere rimane nelle Sue mani, “…perché Dio ha fatto l’uomo a sua immagine…”

“…ma non mangerete carne con la sua vita, cioè con il suo sangue. Certo, io chiederò conto del vostro sangue, del sangue delle vostre vite; ne chiederò conto a ogni animale; chiederò conto della vita dell’uomo alla mano dell’uomo, alla mano di ogni suo fratello. Il sangue di chiunque spargerà il sangue dell’uomo sarà sparso dall’uomo, perché Dio ha fatto l’uomo a sua immagine.” Genesi 9:4-6

(Nuova riveduta 2006)

3 – Nel verso 9, Dio stabilisce il primo patto esplicito con l’uomo. Questo patto è la prima dichiarazione esplicita di Dio, del Suo desiderio, del Suo piano di salvezza verso il genere umano. È un patto di grazia. Dio confessa all’uomo di non imputare più quel castigo per le sue colpe. È pronto a tollerare, mantenendo così in vita il genere umano fino alla venuta di Cristo come mezzo di salvezza e giustificazione di tutti gli errori passati, presenti e futuri che si sarebbero commessi. È un patto per tutte le generazioni e per ogni essere vivente, che rimarrà in piedi finché la terra durerà (seconda venuta di Gesù). La visione dell’arcobaleno dovrebbe suscitare nel cuore dell’uomo sentimenti di gratitudine per la grazia immeritata ricevuta e per le colpe non imputate.

“Quanto a me, ecco, stabilisco il mio patto con voi, con i vostri discendenti dopo di voi e con tutti gli esseri viventi che sono con voi: uccelli, bestiame e tutti gli animali della terra con voi; da tutti quelli che sono usciti dall’arca, a tutti gli animali della terra. Io stabilisco il mio patto con voi; nessun essere vivente sarà più sterminato dalle acque del diluvio e non ci sarà più diluvio per distruggere la terra». Dio disse: «Ecco il segno del patto che io faccio tra me e voi e tutti gli esseri viventi che sono con voi, per tutte le generazioni future. Io pongo il mio arco nella nuvola e servirà di segno del patto fra me e la terra. Avverrà che quando avrò raccolto delle nuvole al di sopra della terra, l’arco apparirà nelle nuvole; io mi ricorderò del mio patto fra me e voi e ogni essere vivente di ogni specie, e le acque non diventeranno più un diluvio per distruggere ogni essere vivente.” Genesi 9:9-15

(Nuova riveduta 2006)

4 – La mancanza di controllo, di attenzione, di vigilanza sul godimento delle cose terrene portò Noè ad ubriacarsi, a peccare e a mettersi in ridicolo davanti ai suoi figli e a chiunque. Questo lo portò a maledire. Le debolezze di questo eroe della fede non sono state tenute nascoste, anche da esse possiamo imparare.

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