1 – Nell’operazione di salvezza riguardante Noè con tutta la sua famiglia e tutti gli esseri viventi, Noè ebbe un ruolo fondamentale: lui fu il mezzo di salvezza per un nuovo inizio del genere umano. Senza il suo tramite non ci saremmo stati noi oggi, così come nessun essere vivente. Assomiglia alla figura di Cristo, il ruolo di Noè in questa occasione. Dio volle salvare Noè perché, davanti ai Suoi occhi, lui rimase giusto nonostante la malvagità dei suoi tempi; non scelse di contaminarsi, decise di continuare a credere e a fidarsi di Dio stesso.
“Il SIGNORE disse a Noè: «Entra nell’arca tu con tutta la tua famiglia, perché ho visto che sei giusto davanti a me, in questa generazione.” Genesi 7:1
(Nuova riveduta 2016)
Dio confermò questa sua scelta decidendo di condividere con Noè il Suo piano nei dettagli, preparandolo così sette giorni prima dell’avvento dei fatti.
“…poiché di qui a sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti: sterminerò dalla faccia della terra tutti gli esseri viventi che ho fatto.” Genesi 7:4
(Nuova riveduta 2016)
Dio non solo confermò questa Sua volontà con le parole ma la dimostrò anche con i fatti.
“Poi Dio si ricordò di Noè, di tutti gli animali e di tutto il bestiame che era con lui nell’arca; e Dio fece passare un vento sulla terra e le acque si calmarono” Genesi 8:1
(Nuova riveduta 2016)
Dio fu fedele: come disse, fece. Credo che questo, per Noè, fu una conferma e motivo di crescita della sua fede. Noè uscì dall’arca con una fede maggiore di quella che aveva prima di iniziare a vivere questa storia. L’ubbidienza, il praticare, il passare attraverso le situazioni accresce la fede, la consapevolezza. Senza la pratica, si perde la fede, e a poco a poco essa muore. Fede senza opere è morta, come diceva l’apostolo Giacomo nella sua lettera.
2 – Dio nella nostra salvezza ha il ruolo del donatore.
“Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio” Efesini 2:8
(Nuova riveduta 2016)
Donatore benefico (per grazia); Dio è il produttore, in noi il volere e l’agire per il compimento della salvezza. La salvezza è un dono ma va portata a termine (fino alla fine).
“Così, miei cari, voi che foste sempre ubbidienti, non solo come quando ero presente, ma molto più adesso che sono assente, adoperatevi al compimento della vostra salvezza con timore e tremore; infatti è Dio che produce in voi il volere e l’agire, secondo il suo disegno benevolo.” Filippesi 2:12-13
(Nuova riveduta 2016)
Dio è colui che mette in noi le intenzioni e la voglia di portarla a termine. Oltre a questo Egli è il potente protettore (custode)
“… una eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile. Essa è conservata in cielo per voi, che siete custoditi dalla potenza di Dio mediante la fede, per la salvezza che sta per essere rivelata negli ultimi tempi.” 1 Pietro 1:4-5
(Nuova riveduta 2016)
A noi uomini spetta avere fede e adoperare questa fede ossia, mettere in pratica, agire, affinché cresca e rimanga fino agli ultimi tempi.
3 – Noè fu salvato attraverso l’arca, che lo mise in condizioni di sicurezza durante il diluvio. Dio non gli evitò il diluvio e i suoi disagi connessi, non lo rapì su una nuvola, ma gli diede uno strumento per non essere travolto dalle acque. Così, oggi, Dio ci offre non solo la salvezza, ma, a chi Lo ama e osserva la Sua legge, offre anche il Suo Spirito Santo per non essere travolti dalle conseguenze di morte derivanti da scelte di ribellione a Dio (pensieri di morte, fallimento, odio…). Lo Spirito Santo, ricordandoci del Padre, della Sua vita, delle Sue promesse, è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere la nostra vita terrena e non essere travolti dalle logiche malvagie di questo mondo, che generano morte.
“Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Consolatore perché sia con voi per sempre: lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. Non vi lascerò orfani; tornerò da voi.” Giovanni 14:15-18
(Nuova riveduta 2016)

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