Genesi 3 – “che male c’è?” | Caduta frutto di leggerezze

  1. Adamo si trova vicino la donna, Eva si trova vicino all’albero proibito. Si può dedurre che entrambi si erano concessi l’avvicinamento al pericolo e che probabilmente Eva era stata spinta lì dalla curiosità (“vide, osservò”) e Adamo non è stato capace di prendere posizione per impedirne l’avvicinamento
  2. Satana, il serpente, nel verso 1 fa finta di non essere a conoscenza di cosa Dio avesse detto sui frutti degli alberi da mangiare. La seconda bugia è stata affermare che mangiandone non sarebbero morti. Insinua nell’uomo e la donna che non esistono conseguenze alla disubbidienza. Prova ad insinuare malizia riguardo il fine di un’ordine di una legge, così da screditare la figura dell’autore della legge, l’autore della regola. Questo genererà perdita di fiducia e un conseguente incentivo a disubbidire. La tentazione è sempre credibile perché essa viene costruita su un fondo parziale di verità. In questo caso il serpente ricordò all’uomo e alla donna, di non essere uguali a Dio per quanto riguarda la conoscenza del bene e del male. L’inganno sta nel fatto di prometterli vita, difatti avrebbero gustato per la prima volta la morte. Avrebbero perso l’eternità e quindi anche con la conoscenza del bene e del male, senza eternità, non sarebbero stati comunque uguuali a Dio.
  3. Sia Adamo che Eva si difendono incolpando gli altri; il primo la donna, la donna poi il serpente. La loro difesa è carente nell’ammissione di colpa. Da questo episodio comprendiamo che la responsabilità umana verso Dio è quella di accettare (prendere in carico) le conseguenze delle proprie azioni.
    Dio punisce tutti e tre: serpente, donna e uomo.
    • Il serpente riceve una punizione distruttiva. Riceve una maledizione, come una sentenza da cui non poter tornare indietro.
    • L’uomo e la donna, invece, ricevono una punizione costruttiva. Perdono i privilegi. Vengono privati di quei benefici che avevano ricevuto per Grazia. Il terreno, produrrà solo se lavorato con fatica. Così la donna, potrà vedere la progenie solo dopo aver sofferto. Lo scopo non è distruggere la persona, la sua identità ma correggere dei comportamenti sbagliati, farne comprendere il vero valore.

“Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno”. Genesi 3:15

(la Bibbia live – Nuova riveduta 2016)

4. Il verso sopra citato è definito come il primo che annuncia il piano di salvezza divino per restaurare questa caduta dell’uomo. Dio avrebbe preparato qualcuno della discendenza della stessa donna che avrebbe rotto il potere del nemico sull’uomo! Ci sarebbe stata separazione, tra l’uomo e il male, fine del dominio sulle intenzioni e non più collaborazione.

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