Primo libro della bibbia. In ebraico il suo nome originale era “In Principio“. Quando nel 250 d.C. l’antico testamento fu tradotto in greco, cambiarono il nome di questo libro in “Genesi”, che significa “origini” o “inizio”. È un titolo molto appropriato perché in questo libro vengono raccontate le origini di tante cose: l’universo, il sole, la luna, le stelle, il pianeta Terra, l’origine delle piante, degli uccelli, dei pesci, degli animali, degli esseri umani. L’inizio del peccato, della morte, dell’assassinio e della guerra.
In queste pagine ha anche inizio la storia della fede. A partire dalla fede di Abramo (il patriarca), Isacco, Giacobbe, i suoi figli … Da questa fede Dio inizia a costruire il suo piano di salvezza per l’intero genere umano.
La prima fede è una fede neonata tutt’altro che esemplare. I protagonisti di questa fede (uomini e donne) non si comportano sempre in modo eroico e nobile. Spesso costoro ingannano, rubano, tradiscono, tendono trappole, si lasciano cogliere in fallo, si ubriacano, fanno discriminazioni, favoritismi, peccati sessuali, agiscono con violenza, odiano, si comportano in modo arrogante, si espongono al ridicolo e si complicano la vita. In genere la fede che troviamo in Genesi non è da manuale come ce l’aspetteremmo. Una fede grezza quasi disordinata, assillata da dubbi, tormentata da tentazioni e frustrata da insuccessi. Eppure una fede che resiste, perché vera, capace di pentirsi, forte e convinta, fondata su una fiducia incrollabile. Fede genuina di persone vere!
Genesi 1:1 comincia con le parole “In principio Dio”. Genesi è pieno di inizi, ma è chiaro che Dio stesso non inizia qui. Dio c’è già quando la bibbia comincia, perché c’era già quando iniziò l’universo. Dio esiste eternamente, che c’è sempre stato, che sempre ci sarà e che Egli è il Dio che è. Il suo nome è “Yahweh” ed è il participio del verbo ebraico “essere”. Egli è sempre stato quello che è e sarà sempre esattamente lo stesso. Il soggetto di Genesi 1 non è la creazione, ma il Creatore. Infatti, in soli 31 versetti, la parola “Dio” compare 35 volte. Non è tanto la storia della creazione quanto un ritratto del Creatore. Ci dice che:
- Dio è una persona (ha un cuore, sente, ha una mente, ha una volontà, prende decisioni, una personalità. È una persona con sentimenti, pensieri e stimoli proprio come noi);
- Dio è potente (può animare le cose con le parole. Nel primo capitolo da 10 comandi e ognuno di questi si adempie esattamente come desidera);
- Dio non è stato creato
- Dio è creativo (6000 varietà di coleotteri. Non esistono due fili d’erba uguali, nemmeno due fiocchi di neve o due stesse. Una varietà stupefacente tutta in armonia);
- Dio è ordinato (la creazione è matematica ha reso possibile la scienza)
- Dio è singolare (“creò” tutti i verbi sono al singolare);
- Dio è allo stesso tempo plurale (la parola ebraica originale usa per “Dio” è plurale “Elohim” che significa tre o più dèi. Dio è “3 in 1”);
- Dio è buono (dice del suo operato “buono” e dell’umanità “molto buono”. Vuole essere “molto buono” per tutta la creazione, “vuole benedirla”);
- Dio è vivente (agisce nel tempo e nello spazio);
- Dio è un comunicatore (parla alla creazione e alle creature, desidera comunicare con gli esseri umani);
- Dio è come noi (noi siamo stati fatti a sua immagine e somiglianza);
- Dio è diverso da noi (lui può creare dal nulla);
- Dio è indipendente (separato dalla sua creazione, potrebbe starsene tranquillamente separato, anche se Lui non vorrebbe).
Dal capitolo 2 in poi il ruolo principale della narrazione viene assegnato all’uomo. Dal capitolo 2 viene assegnato a Dio il nome “YHWH” – “Eterno Dio” e si inizia a narrare la sua relazione con l’uomo.
*Introduzione tratta ed ispirata dalla lettura di queste diverse fonti: “Le chiavi della Bibbia” di David Pawson, “Live la Bibbia” edizione Nuova Riveduta 2006, “Leggere e capire la Bibbia” di JH Alexander, “La Bibbia per tutti for dummies” di Éric Deminal


Lascia un commento